LE FAMIGLIE VICINE

Ecco i racconti di Giulio e Mariacristina e di Antonio e Stefania che condividono  la vita delle comunità e motivano la  scelta di abitare qui e di sentirsi parte di una grande famiglia affidataria.

Avevo cinque anni quando è arrivato Maurizio il primo “fratellino in affido”. Ricordo ancora benissimo quel viaggio in macchina dall’ orfanotrofio a casa nostra, fatto di sguardi, poche parole e timidi sorrisi e quei suoi calzini bianchi con i pon-pon rossi….Rimase con noi poco tempo ma subito dopo arrivò Francesca di un paio d’anni più giovane di me. Era piccola e dolce con una famiglia difficile e molto numerosa alle spalle. E poi Patrizia la “sorella” grande che suonava la chitarra e mi cantava le canzoni popolari in dialetto veneziano.Qualche anno dopo con l’arrivo di mio fratello Gianluca la nostra famiglia subiva un’altra trasformazione, e forse è proprio stata questa “mutevolezza” della mia famiglia, vissuta sempre nella ricchezza dell’amore e dell’accoglienza, a far crescere in me il desiderio di riviverla e di ricrearla nella mia vita di donna.

 Per me invece è forse solo una questione di carattere… Sono figlio unico ma con l’ innata voglia di “stare” con le persone. Sarà che la mia è una famiglia di insegnanti per vocazione, dove la missione era non solo quella di istruire ma educare i ragazzi e di accompagnare i giovani nella ricerca del bene. Perciò, quando in una delle nostre prime chiacchierate da fidanzati, Mariacristina mi parlò del suo desiderio di “famiglia accogliente”, del suo progetto di “accogliere per educare”, è stato per me naturale abbracciarlo pienamente.

 Eccoci qui ora, sposati, con la nostra piccola Veronica che ci gattona intorno e con Giovanni il fratellino che nascerà tra poco. In questi due anni di matrimonio abbiamo custodito questo sogno di vita famigliare nei nostri cuori per poter, prima di tutto, costruire su fondamenta solide la nostra famiglia. Siamo ancora in piena evoluzione ma ci viene data, proprio in questo momento, l’opportunità di metterci in gioco e di realizzare il nostro desiderio. Non abbiamo esperienza, né capacità, né doti particolari… solo la grande voglia di dare dignità alla persona umana, specialmente i più piccoli, valorizzando ed esaltandone tutte le sue potenzialità affinché possa, un domani, vivere in pienezza.

Perché siamo stati creati per questo: per essere pienamente felici,tutti! Siamo convinti che questo “diritto” cominci dalla famiglia. E’ qui che si educa l’intelligenza, l’immaginazione, la sensibilità, la spiritualità dei figli. E’ in famiglia che si trasmettono i valori umani, etici e religiosi che portano i giovani alla maturità umana.

Accogliere i figli che Dio ci ha già donato, ci vorrà donare e quelli che vorrà affidarci per un po’, per noi significa dare un senso più alto alla nostra vocazione coniugale. In questo non siamo soli…siamo a nostra volta stati “accolti” dall’ Associazione Granello di Senapa. Con loro siamo pronti a partire in questo progetto che è un nuovo inizio per tutti. Ci incoraggiano il loro entusiasmo, la loro esperienza, la loro fede. Ci rassicura condividere con loro quei valori ed ideali cristiani che trovano in Gesù Cristo l’unico motore di questo progetto. Solo se sarà Sua Volontà il Granello di Senapa, oggi, diventerà un grande albero fiorito, domani.”

 Mariacristina e Giulio

“Siamo Antonio e Stefania, felicemente sposati da 10 anni. Al momento siamo genitori di 5 figli: Emanuel, Camilla, Samuele, Lidia ed Agnese Maria, rispettivamente di 9, 8, 5, 3 anni e 15 giorni.
Siamo arrivati qui a Ponzano il 13 agosto 2012, nell’ultima casa donata in comodato d’uso gratuito all’Associazione Granello di Senapa, dopo aver percorso una lunga ed affascinante avventura di vita, che riteniamo fondata sulla sponsalità, sul nostro matrimonio cristiano e sulla nostra apertura alla vita nel senso più ampio che questo (stiamo ancora scoprendo) possa significare.
Portiamo umilmente in dote i tanti talenti ricevuti dal buon Dio e qualche esperienza vissuta e condivisa di relazioni autentiche con altre coppie e famiglie, tra le fatiche e le gioie di ogni giorno.
Tra queste famiglie ce n’è una in particolare, quella dei Caldato che a Novembre 2011, ci ha proposto di mettere ulteriormente in gioco la vita e lo sviluppo della nostra famiglia, facendoci prendere in considerazione la possibile sfida dell’affido famigliare e di un trasferimento qui a Ponzano.
Con un po’ di tempo, numerosi confronti e tanta preghiera abbiamo accettato.
I punti di contatto e le scintille che ci hanno portato a dire questo si sono state 3:
1 il desiderio di servire,
2 il desiderio di accogliere
3 il desiderio di edificare

1 Servire
Quando la vita ti ha dato tanto attraverso le infinite grazie del buon Dio, quando fai l’esperienza di sentirti amato, cosi come sei con i tuoi molti limiti, non puoi non provare a rendere cio’ che intimamente sai di aver ricevuto. Abbiamo scelto di farlo implicando tutta la famiglia, caratterizzando la nostra vita con uno stile preciso,  che e’ quello di ricercare la gioia profonda del vivere e di annunciarla attraverso l’umile dono di sè come rendimento di GRAZIE.

2 Accogliere
Nella nostra vita di sposi, sperimentiamo tante volte al giorno che accogliere “veramente” per quello che si è, risulta per noi un lavoro molto arduo e faticoso.
Questa fatica è la base necessaria per un incontro autentico della verità di noi stessi come uomini, sposi e quindi genitori. Accogliere i nostri figli, e quelli che il Signore vorrà donarci in affido, con i loro diversi caratteri e talenti, per assecondare il disegno che Dio ha per ognuno di loro, è altrettanto impegnativo. Resta per noi come coppia, un affascinante mistero intuire chi e cosa potranno diventare i nostri figli, pur nella dolce fermezza dell’esercizio della nostra genitorialità.

3 Edificare
La nostra missione di essere famiglia, ci chiama, tutti insieme, come soggetto attivo, a vivere anche la dimensione della genitorialità sociale.
Essere socialmente generativi e’ una sfida, umilmente ambiziosa, a cui non vogliamo sottrarci.
Qui a Ponzano desidereremmo, a Dio piacendo, contribuire nel nostro piccolo, ad edificare la chiesa, quella viva fatta di persone. Fare la nostra parte cercando di costruire appunto nuove relazioni, come ponti verso le verità più profonde dell’uomo e testimoniare nella semplice ordinaria straordinarietà di ogni giorno.
Non conoscevamo, concretamente prima dell’incontro con Granello di Senapa, che cosa potesse significare vivere una vita associativa.
Da quando abbiamo iniziato questa conoscenza e in particolare da quando siamo qui a Ponzano, ne stiamo facendo esperienza e soprattutto stiamo cercando di imparare come concretamente Servire, Accogliere ed Edificare quello che non è e non sarà nostro, come il bimbo di un’altra famiglia, una persona con la sua storia, una vita che bussa alla nostra porta inaspettatamente a chiederci quello che non sappiamo ancora di avere.

Tonino e Stefania